La famiglia Vivoda avviò la coltivazione del vitigno autoctono di qualità della Malvasia istriana ancora nel lontano 1952. Coll'aiuto dei Rovignesi, che subito riconobbero la qualità del vino, ebbe inizio la storia di successo dei vini Vivoda. I Vivoda iniziarono piano piano ad allargare i propri vigneti ed decisero di trasmettere i propri saperi sulla coltivazione e la cura della vite anche su altri vitigni. Così oggi coltivano su un'area di oltre 10 ha ben quattro vitigni diversi – Malvasia, Teran, Merlot e Moscato bianco.

Con il nuovo millennio Davor e Suzana hanno migliorato e modernizzato la produzione del vino, mantenendo sempre al primo posto la tradizione familiare e la coltivazione ecologica, per non perdere la già riconosciuta qualità dei vini. 
I vini oggi maturano in botti inox, gli esemplari migliori di Malvasia e Teran i botti di barrique. In esse il vino matura in modo migliore, ricevendo un colore intenso e delle caratteristiche aromatiche più forti. Questi vini vengono imbottigliati a parte.
Dalla metà degli anni 90 i vini Vivoda compaiono su mostre nostrane e internazionali, su cui vengono sempre riconosciuti come pure premiati per la loro qualità. Dal 2005 la Malvasia della famiglia Vivoda porta il marchio IQ (Istrian Quality, il marchio che esiste da quell'anno in poi).

Dal 2008 i Vivoda imbottigliano una particolare specie di malvasia sotto il nome di Santa Euphemia. Per ottenere la propria completezza, particolarità e durata, questo vino matura ben 16 mesi solamente in botti di rovere. È di un colore giallo oro e di un profumo intrigante, di sapore morbido e particolarmente armonico, nonché di una buona struttura e durata.